Piersanti nella guida vini di Quattrocalici

Benvenuti in una delle eccellenze vinicole marchigiane, che dal 1955, di generazione in generazione propone e offre ai propri clienti tanta passione e grande qualità. In una delle più belle zone vinicole del promontorio di Ancona e della regione Marche, troviamo il vino Verdicchio dei Castelli di Iesi Classico Superiore Terre di Sampaolo, sicuramente uno tra i più importanti vini prodotti dall’azienda Piersanti. Il vino Verdicchio dei Castelli di Iesi Classico Superiore Tere di Sampaolo di Piersanti è un vino bianco fermo e secco, vinificato da uve Verdicchio, fra le tipologie previste dalla denominazione Verdicchio dei Castelli di Iesi Doc. Piersanti è stato inserito nella guida vini di Quattrocalici perché è una delle realtà vitivinicole più importanti della provincia di Ancona. Il Verdicchio è caratterizzato dal giusto tenore zuccherino alcolico e da una buona acidità che esalta i profumi  e li mantiene nel tempo.

Verdicchio d’oro in un anno nero

Nell’anno più nero del vino (non solo italiano), volano i bianchi simbolo marchigiani: il verdicchio delle Marche ha chiuso il 2020 con un incremento esponenziale dell’imbottigliato, segnalato a Valoritalia rispettivamente a +36,9% e 14,8%. Un risultato senza precedenti nella storia recente delle due produzioni. E la conferma di una regione Marche sempre più a trazione bianchista.

Nel 2020, l’imbottigliato i Castelli i Jesi ha sfiorato i 190 mila ettolitri tra Doc e Docg, 51 mila in più rispetto al 2019. Nell’insieme, rileva l’Istituto marchigiano di tutela vin, l’export ha tenuto grazie a un balzo della domanda nel primo quadrimestre 2020, mentre è cresciuto molto il mercato interno, in particolare nella seconda parte dell’anno, grazie al cambio di rotta operato dalle aziende produttrici come la Piersanti Vini quando sono state private del canale naturale di sblocco della ristorazione.

Sviluppo della vendita diretta, i quella di prossima, e-commerce e soprattutto riposizionamento sulla Gdo di alcuni brand di alta qualità: queste le quattro mosse vincenti ei produttori, che hanno traghettato il Verdicchio delle Marche fuori dal pericolo crisi.

“Il Verdicchio delle Marche” raccoglie ciò che ha seminato negli ultimi 10 anni.

Verdicchi di Jesi, si cambia.

Modifiche al disciplinare: vietato l’imbottigliamento del Verdicchio di Jesi fuori zona e nuovo nome della Docg.

Novità per il Verdicchio Castelli di Jesi: parte l’iter di trasferimento della tipologia Superiore alla Docg per farla diventare “locomotiva dell’eccellenza enologica marchigiana anche in termini di numeri, passando da 1.000 a 20.000 ettolitri di produzione” e “qualità sempre più salvaguardata anche per la Doc, con il divieto dell’imbottigliamento fuori zona”.

Il presidente del comitato della denominazione Verdicchio dei Castelli di Jesi, Michele Bernetti ha comunicato dopo che ha approvato all’unanimità modifiche al Verdicchio Castelli di Jesi Doc e Docg.

Per quest’ultima, la modifica del nome ora Castelli di Jesi Docg (era Castelli di Jesi Verdicchio facoltativo e trasferimento della tipologia Superiore della Doc alla Docg.

Per la Doc reso obbligatorio l’imbottigliamento nella zona di produzione.

Bernetti ha spiegato a proposito delle modifiche al disciplinare di poter valorizzare il territorio attraverso una precisa identificazione dell’area produttiva in etichetta” obbiettivo far diventare il Verdicchio dei Castelli di Jesi un eccellenza.

Nelle Marche stiamo riportando l’agricoltura al centro del dibattito, l’assessore regionale all’Agricoltura, Mirco Carloni, intervenuto in occasione dell’assemblea, ha proseguito stiamo mettendo mano in maniera radicale al Piano di sviluppo rurale (Psr) e le modifiche saranno importanti a partire dal suo corretto utilizzo.

La prima misura oggetto di cambiamento ha annunciato sarà quella legata ai contributi giovani: alzeremo il tetto dei beneficiari a 40 anni, anziché 30, e vincoleremo i contributi a progetti e curriculum per garantire che i soldi vadano ai giovani che effettivamente vogliamo fare gli agricoltori.

Come riconoscere un buon vino?

Come riconoscere un buon vino? Ecco uno dei segreti dei sommelier. Un ottimo vino  deve essere senza sedimenti sul fondo e limpido, infatti uno dei segreti per discernere la sua qualità consiste nell’osservare il suo colore. In quelli più apprezzati le troppe sfumature cromatiche sono assenti altrimenti significherebbe che durante la preparazione la bevanda è entrata in contatto con una quantità eccessiva di ossigeno. Oltre al colore l’ossidazione cambia il gusto del vino rendendo i suoi aromi meno intensi.

CHE DIRE DELL’ETICHETTA DELLA BOTTIGLIA?

Spesso prima di comprare il vino non abbiamo la possibilità di gustarlo, in questo caso l’etichetta può rivelarci delle informazioni preziose come : l’annata, la presenza dei termine DOC (Denominazione di Origine Controllata) o DOP (Denominazione di Origine Protetta), se ci sono allergeni o solfiti, la categoria, il grado alcolico e la provenienza.

Sarà anche utile ricordare che:
la voce categoria si riferisce al tipo di vino,
il grado alcolico ci permette di conoscere i ml di alcool contenuti in 100 ml di vino,
la provenienza identifica la  regione in cui il vino viene  prodotto il nome e la ragione sociale della azienda che lo imbottiglia.

UN ULTERIORE INDIZIO PER RICONOSCERE UN BUON VINO COME IL VERDICCHIO DELLE MARCHE

Una volta aperta la bottiglia Il palato potrà valutare  la persistenza del sapore e il retrogusto del vino. Un vino semplice avrà una persistenza limitata a un paio di secondi mentre un vino importante lascia il suo sapore per quasi 15 secondi.

Con il termine retrogusto si intende il sapore finale lasciato in ultimo dal vino, la sensazione che lascia può essere più o meno gradevole ed è solitamente soggettiva, legata al palato di ogni persona.

VERDICCHIO DELLE MARCHE UN VINO NOTO PER IL SUO SAPORE.

Il  verdicchio delle marche e in particolare il verdicchio delle terre di san Paolo  è un vino noto per il suo gusto possente e allo stesso tempo equilibrato, ottimo per accompagnare affettati, carni bianche, antipasti, primi piatti pesce  e pietanze piccanti.

produzione del verdicchio

IL BOOM DELLA PRODUZIONE DEL VERDICCHIO NELL’ANNO DIFFICILE

 

La produzione del Verdicchio nel 2020, anno molto difficile, è comunque riuscita a mantenere l’importanza fondamentale che ha per il territorio marchigiano, concludendo l’anno con un incremento esponenziale, in quanto le persone se pur limitate dal drammatico periodo, hanno cercato di riscoprire il piacere del buono vino accompagnato da una buona cucina.

Negli ultimi dieci anni la produzione del Verdicchio è riuscita a tenere alta la sua qualità grazie al duro lavoro fatto negli anni precedenti nel territorio marchigiano, è stata oltretutto riconosciuta anche da alcuni critici internazionali. Oggi grazie ai contrassegni di Stato, per le Doc Verdicchio, che dimostrano come la qualità viene esaltata nel mondo, sarà ancora più semplice il percorso di crescita per la produzione del Verdicchio, a partire dalla lotta alla contraffazione per un vino sempre più famoso nel mondo.

L’ azienda Piersanti, ormai da anni nel campo vinicolo, conosce tutti i segreti per ottenere una eccellente produzione di Verdicchio da cui possiamo ottenere vini freschissimi, con la sua caratteristica aromatica molto complessa, che conferisce un sapore finale inconfondibile quasi amarognolo.

Le Marche nel bicchiere

Il vasto territorio marchigiano, non a caso terra dal nome plurale, comprende diverse zone: la Marca Pesarese, la Marca Anconetana, la Marca Maceratese e infine la Marca Ascolana. Così nasce la forte correlazione e lo stretto legame tra vitigno e ambiente, data dalla varietà territoriale, che permette una selezione di uve e di vini ampia, caratterizzata dalla presenza di vitigni che hanno reso grande la produzione e la tradizione enologica regionale.

La vitivinicoltura marchigiana ha saputo crescere e rinnovarsi, senza mai tradire le sue origini. Tradizione e innovazione tecnologica si incontrano, basando la storia enologica marchigiana sul recupero dei vitigni tradizionali e dei biotipi autoctoni da un lato e sul continuo sviluppo e ricerca dall’altro.

Ancora oggi, nell’ambito della viticoltura italiana, le Marche si distinguono per l’elevato numero di varietà di viti e per la presenza di ceppi centenari in molti vigneti, utili per la produzione di vini marchigiani di qualità elevata.

L’ azienda vinicola Piersanti, da oltre sessant’anni opera nel settore ed è leader nella produzione di vini marchigiani di altissima qualità.

Vini delle Marche: il piacere del buon vino durante il lockdown

I vini delle Marche hanno accompagnato le famiglie durante il periodo di lockdown; vini bianchi, rossi e spumanti, si sono susseguiti ad ogni pasto sulle tavole degli italiani.

Questo tempo a casa ha fatto riscoprire il piacere del buon vino associato al buon cibo e i vini delle Marche sono stati perfetti per i tanti abbinamenti culinari di questi mesi; sia per la loro versatilità che per la loro varietà.

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Verdicchio dei Castelli di Jesi – tra i migliori al mondo

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi rappresenta l’eccellenza dei vini marchigiani.  I migliori ristoranti ed enoteche propongono il Verdicchio dei Castelli di Jesi per il suo gusto unico e inimitabile. La sua delicatezza, la fragranza fresca e persistente di frutta e fiori lo portano ad essere la prima scelta.

Anche nel 2019 è stata stilata la top 100 dei migliori vini del mondo dalla rivista americana “Wine Spectator”.  Il Verdicchio dei Castelli di Jesi si è classificato al 72° posto nella più importante classifica enologa internazionale.

Alberto Mazzoni, direttore dell’Istituto Marchigiano di tutela vini, spiega come questo risultato sia importantissimo per da denominazione della DOC, confermando come la qualità venga esaltata nel mondo.

Piersanti Vini e i segreti del Verdicchio dei Castelli di Jesi

L’azienda vinicola Piersanti, leader nel settore dagli anni ’50, conosce ogni segreto per la produzione perfetta del Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Il mosto viene ottenuto attraverso spremitura soffice e viene utilizzato solo la prima fase di spremitura a bassissima pressione.  Tutto ciò fa in modo che il Verdicchio abbia un gusto equilibrato persistente con leggero retrogusto amarognolo.  E’ l’accompagnamento perfetto per piatti a base di pesce, carni bianche, antipasti e primi piatti.

La prevalente gestione familiare consente all’azienda di offrire prodotti di elevata qualità a prezzi molto ragionevoli. Per questo l’azienda è un vero e proprio punto di riferimento sia nel territorio che nel mercato.

Per conoscere nel dettaglio tutte le sfumature del Verdicchio dei Castelli di Jesi consulta il nostro catalogo o contattaci. Sapremo soddisfare ogni richiesta.

Fonti:

https://www.viverejesi.it/2019/11/21/verdicchio-nella-top-100-mondiale/756179/

Verdicchio dei Castelli di Jesi: le origini

Il Verdicchio lo si può trovare già dal 410 d.C. quando con la crisi dell’Impero Romano, la nostra penisola era attraversata da orde di barbari. Sembra che il re dei Visigoti, sia passato dalle parti dei castelli di Jesi per far scorta di barili del Verdicchio perché nulla, a sua detta, donava ai suoi uomini la forza militare.

A Natale regala l’unicità del Verdicchio dei Castelli di Jesi

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi continua costantemente ad appassionare e sorprendere. Le particolari condizioni di queste aree viticole sono irriproducibili altrove: i terreni sono generalmente limoso argillosi e calcarei, poveri di sostanza organica ma sufficientemente provvisti di potassio, ideali per consentire all’uva di sviluppare aromi di particolare finezza. Mentre la buona esposizione e le fresche brezze marine, che garantiscono forti escursioni termiche tra la notte e il dì, consentono agli acini di sviluppare la giusta acidità.
Le caratteristiche di questo antico vino sono fortemente legate al territorio: le uve Verdicchio sono sempre caratterizzate da una sfumatura verdolina, alla quale si deve il nome del vitigno. All’esame visivo, spesso il vino presenta lo stesso particolare cromatismo.

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi dell’azienda Piersanti Vini

L’Azienda vinicola Piersanti specializzata nella produzione vini marchigiani, immersa nel cuore delle Marche, offre la possibilità di gustare il Verdicchio dei Castelli di Jesi, entrando totalmente nella filosofia aziendale. Potrete apprezzare anche tutti gli altri prodotti in un’atmosfera magica. Per  conoscere nel dettaglio la nostra produzione contattaci, ti risponderemo tempestivamente.

 

Vini delle Marche, è la qualità a fare la differenza

I vini delle Marche sono da sempre riconosciuti per l’Altissima qualità certificata.
Bianco o rosso, fermo o frizzante, il suo gusto è il suo valore vengono contraddistinti immediatamente.

Vini sintetici: attenzione alle nuove tendenze!

A San Francisco é già nata una nuova Start up in cui avviene la realizzazione del vino senza l’utilizzo dell’uva.

“Partendo dall’acqua infatti il loro procedimento consente di ottenere del vino sintetico in appena 15 minuti. Il protagonista principale di tale composto è l’etanolo presente al 13%, il 2% è composto da additivi vari tra i quali acido tartarico, acido malico, polvere di tannino, saccarosio, glicerina vegetale (per migliorare il sapore) e tutta una serie di composti aromatici dal profumo agrumato e fruttato. Il restante 85% ovviamente è fatto di acqua.”

Lo scopo é quello di ottenere una copia di vini di alta qualità a basso prezzo e questo sistema si sta iniziando a diffondere in tutto il mondo.
I vini delle Marche, invece, sono altamente pregiati e composti al 100% da uva proveniente da vitigni marchigiani.

Piersanti e la produzione di vini marchigiani

L’azienda vinicola Piersanti da oltre sessant’anni opera nel settore ed é  leader nella produzione di vini marchigiani di altissima qualità.
Per una degustazione o per conoscere nel dettaglio tutta la gamma dei vini marchigiani, contattaci!  Sapremo consigliare il meglio per ogni tua esigenza!

Fonti:

https://www.jedanews.com/vino-sintetico-realizzazione-etanolo/